Cucinare è sempre un po' come guardarsi dentro.
Oggi sul fuoco c’è il seitan: multitasking, flessibile, capace di adattarsi proprio come ho sempre fatto io di fronte ai cambiamenti della vita. Non sono mai stata una persona chiusa. Eppure, in questi giorni, mentre taglio le mele dell'Alto Adige e sento il profumo del rosmarino che arriva dal terrazzo, mi ritrovo a fare i conti con i miei soliti, grandissimi dubbi.
Quando una scelta tocca solo me, volo leggera. Ma quando coinvolge altri, inizio a tentennare. Rimugino. Cosa sarà meglio? Cosa sarà peggio? Spesso mi preoccupo più per gli altri che per me stessa. Poi, però, arriva la lucidità: mi guardo indietro e ricordo quante volte, nella mia vita, le persone si sono anteposte ai miei bisogni senza farsi troppi problemi. Allora il tentennamento si spezza e diventa una decisione presa.
In quel momento mi sento libera, leggera, come se mi fossi tolta un peso dallo stomaco. Ma dura poco. Subito dopo, puntuale come un orologio, inizia la tiritera dei sensi di colpa. Mi viene da dire: "Mannaggia a me! Possibile che a sessant'anni non abbia ancora imparato come si vive bene per evitare di soffrire?".
Il problema è che quando gli altri intercettano questa mia fragilità, a volte infilano il coltello nella piaga. Ma dimenticano una cosa fondamentale: io odio le decisioni imposte.
Sono uno spirito libero, liberissimo, e non accetto catene da chi, alla fine, con la mia vita c'entra poco o nulla.
Per fortuna, in questo mare di pensieri, ho accanto il mio "Signor Razionalità": lui, insieme alla mia anima, rimette a posto i tasselli e mi ricorda cos'è davvero meglio per me.
Mia mamma diceva sempre che nella vita è meglio vivere di rimorsi che di rimpianti. Forse aveva ragione. È un po' come quando ho scelto di diventare vegetariana.
Ci sono giorni in cui questa scelta mi fa sentire una potenza; altri in cui penso che il mio volere valga pochissimo in questo mondo. Poi, però, guardo l'espressione del mio cane, i musetti dei miei amati gatti, e capisco che non potrei fare diversamente. Non potrei mai mangiare un tenero animale.
E allora mi godo questo piatto. Il seitan oggi mi ricompensa così: con la dolcezza delle mele, la forza aromatica del rosmarino e la certezza che, nonostante i dubbi e i sensi di colpa, sto camminando sulla mia strada.
Da spirito libero.
BUON APPETITO !



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