mercoledì 15 luglio 2026

INSALATA DI MELONE

 


La mia insalata di melone , come del resto tutte le insalate estive che preparo quotidianamente , è nata per affrontare il caldo estivo. 

Quello atroce di questa estate : un caldo che sembra voler sciogliere i pensieri e rallentare il tempo .

in queste giornate così luminose e pesanti , cerco di recuperare i momenti belli della vita , quelli che non si perdono , quelli che restano incastonati come semi dolci dentro la memoria.

Ricordo quando il nonno arrivava dall'orto , con le braccia lunghe e robuste , piene di ortaggi e meloni ancora sporchi di terra .

Li appoggiava sul tavolo come fossero tesori , e quel profumo di terra calda entrava in casa prima ancora che lui parlasse .

La mamma e la nonna per difenderci dal caldo , chiudevano tutte le imposte della casa, ombreggiandola come una conchiglia .

E noi , io mia sorella ed i cugini , cercavamo la luce altrove : la trovavamo sotto la grande quercia , che diventava il nostro rifugio , la nostra stanza segreta .

A volte io , il maschio della situazione , ci salivo sopra .

Mi arrampicavo fino al ramo più alto che mi permetteva di vedere il mondo senza essere vista .

E non rispondevo a nessuno . Non volevo scendere , non volevo interrompere quel silenzio che mi proteggeva .

Volevo godere il mio mondo , quello fatto di foglie , di vento , resina e sogni .

Oggi quando preparo la mia insalata di melone , sento che quel gesto è lo stesso : resto sospesa a metà fra vita e sogno , come allora .

 Il melone è la dolcezza della mia infanzia , la menta il dolce vento sotto la quercia , la feta luce che filtrava tra le foglie .

Ogni boccone è un ritorno , una piccola porta che si apre su quel tempo che non se ne va ...



BUON APPETITO !

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giovedì 2 luglio 2026

CARBONARA VEGETARIANA

 


Lo so , qualcuno storcerà il naso - "carbonara" non è il suo nome .

Ma posso dirvi che la crema del mio peperone giallo è stato un successo.

Un esperimento nato da nostalgia e curiosità; adoravo la carbonara ,e da quando non mangio più carne avevo voglia di replicare qualcosa di simile , esteticamente e nel gusto.

E ci sono riuscita .

Abbiamo mangiato le tagliatelle mentre fuori il temporale concedeva un po' di respiro .

La cremosità del peperone giallo, unita al parmigiano e al pepe , dava propro l'idea di una carbonara autentica .

Il guanciale l'ho sostituito con acciughe in piccoli pezzi , che avevo prima lasciato sciogliere in aglio e olio in parte e in parte aggiunte all'ultimo, il tutto per dare un profumo fantastico .

Un piatto semplice , ma pieno di calore , come una carezza in una giornata  contrassegnata dalla mia amata pioggia .

Esperimento riuscito .

E se vi capita un temporale d'estate , provatela anche voi : la pasta calda , la luce dorata del peperone, e il silenzio dopo la pioggia , un piccolo miracolo domestico...


Buon appetito !

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mercoledì 1 luglio 2026

PAPPA AL POMODORO CON BURRATA PUGLIESE


 La pappa al pomodoro per me non è solo un piatto , è un ritorno.

Un ritorno alle estati in campagna , quando eravamo tutti lì, stretti in quella casa che profumava di terra , di basilico e di pane toscano ,comprato direttamente dal "panaio" che ce lo consegnava in fondo alle scale . Ogni due giorni : l'importo veniva segnato con una penna nera in un librettino e alla fine del mese la mamma saldava il conto . 

Il pane avanzava sempre , ma nessuno , come faccio anche adesso , buttava via niente .

Il nonno saliva le scale dell'orto ed arrivava con il suo bottino quotidiano: il sedano croccante , il basilico fresco , e quei pomodori maturi che sembravano già pronti a raccontare una storia.

Li appoggiava sul tavolo di legno  e la nonna sorrideva come se avesse ricevuto un regalo .

Lei cominciava sempre dal pane : lo ammollava con cura come si fa con le cose che si rispettano.

Poi metteva sul fuoco il nostro olio buono , quello che veniva dalle olive della famiglia , e lasciava imbiondire aglio e sedano .

Il profumo riempiva la cucina e noi bambini capivamo che stava per succedere qualcosa di bello . Arrivavano i pomodori maturi , tagliati grossolanamente , e poi il pane strizzato, che si lasciava andare nella pentola come se sapesse già cosa diventare .

La nonna aggiungeva poco brodo o acqua salata calda e lasciava cuocere piano perchè  il pane doveva insaporirsi , prendere il gusto dell'estate .

Alla fine , un gesto che non ho mai dimenticato :aggiungeva abbondante basilico , spegneva il gas e copriva il tegame con un panno di lino bianco . Quel panno era il sigillo , il momento della magia . La pappa riposava , si raccoglieva , diventava lei stessa un ricordo .

Quel profumo, lo sento ancora  . E cucinare la pappa al pomodoro oggi significa tornare lì, in quella cucina , con la nonna che mescola e il nonno che rientra dall'orto.

Significa essere felici in un modo che da adulta , difficilmente ho replicato.

La burrata pugliese è il mio gesto di oggi , il mio modo di dire che quella tradizione continua , che quel piatto vive ancora , e che ogni cucchiaio è un pezzo di infanzia che non se ne va ...




Ringrazio i lettori del mio blog , e mi scuso ancora per gli errori ortografici presenti nelle "cartoline" delle mie ricette ..ma so che ce la fate lo stesso a cucinare dei buonissimi piatti !




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martedì 30 giugno 2026

PANZANELLA DI MARE


 Se al mare non puoi esserci allora devi fare in modo che anche a casa  tu ne senta il profumo ed il sapore !

Io però me lo immagino da qui il mare .

Immagino un momento in cui sembra fermarsi, ma non è un silenzio vero, è un respiro .

Le onde che rallentano , la luce che si fa più morbida , e tutto ciò che è intorno , il sale sulla pelle ,il vento che muove i capelli , il profumo della macchia mediterranea , sembra accordarsi in una sola nota .

E' in quel momento che nasce la mia panzanella di mare . 

Il pane tostato che scricchiola tra le dita , i pomodori che brillano come piccolissime lanterne , i gamberetti rosa che portano con se il sapore della profondità , le seppioline che raccontano storie di scogli e fondali .

Ogni ingrediente arriva dai miei soliti gesti semplici : tagliare , mescolare ,assaggiare .

Eppure insieme diventano un piccolo quadro mediterraneo .

E' un piatto che non chiama rumore , ma compagnia .

Che non chiede fretta , ma un tavolo all'ombra , un bicchiere di vino bianco fresco , una risata che scivola leggera .

Una ricetta che sa di mia nonna Marianna , che certamente non usava pesce ma solo pane e verdure , delle sue mani che lavoravano e la luce le accarezzava .

La mia panzanella di mare non è solo un piatto , è un modo di stare .

Un invito a sedersi , respirare , e lasciare che l'estate faccia il resto...



Preparatela al mattino e poi mettetela in fresco fino all'ora di servirla , mescolandola ...

Buon appetito !




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