martedì 13 ottobre 2026

RISOTTO FUNGHI PORCINI E ZUCCA DELICA

 




Ci sono giornate in cui l'autunno non è solo una stagione fuori dalla finestra, ma un richiamo lento che parte dalla cucina. 
È il profumo della pioggia recente sui boschi, il ticchettio leggero sui vetri e quella luce dorata, quasi pigra, che taglia il pomeriggio. In giornate così, l'unica vera risposta è accendere i fornelli e dedicarsi a un rito di pura pazienza: il risotto.
Oggi ho voluto unire due ingredienti che per me raccontano questa stagione meglio di qualunque parola. Da una parte la zucca Delica, con la sua consistenza asciutta e quel ricordo dolce di castagne al forno. 
Dall'altra, i funghi porcini. Ma questi non sono porcini qualunque: portano con sé il ricordo di un momento speciale.
Li abbiamo acquistati io e mio marito lo scorso fine settimana, nel  bellissimo borgo vestito a festa. 
Tra le strade decorate, i profumi dei bracieri e l'aria frizzante della  festa d'Autunno ci siamo recati nel negozio d'altri tempi. 
Un posto magico, sospeso nel tempo, che custodisce vecchi giocattoli e pentolame antico, dove ogni oggetto sembrava sussurrare una storia segreta. 
A guidare quel piccolo regno c'è la proprietaria: una donnina minuta, dai modi incredibilmente gentili. Non saprei attribuirle un'età precisa; ha  quell'aura senza tempo delle persone che sembrano uscite direttamente da una fiaba dei Fratelli Grimm. 
Mentre pesava i nostri porcini profumatissimi, ci ha accompagnato con parole dolci e racconti che profumavano di bosco e leggende, rendendo quel momento un ricordo indelebile. Cucinare questi funghi, ha significato far rivivere quella magia.
Mentre il riso tosta nella casseruola, sprigionando il suo calore, la cucina si riempie di quell'atmosfera. È un esercizio di lentezza: un mestolo di brodo alla volta, il movimento regolare del cucchiaio di legno, la zucca che pian piano si disfa diventando una crema vellutata e avvolgente. E poi loro, i porcini della favola, che entrano in scena portando il profumo della terra umida e il carattere decisivo a ogni chicco.
La magia finale si compie rigorosamente a fuoco spento: una generosa mantecatura con burro freddo e Parmigiano Reggiano, muovendo la pentola fino a ottenere l'onda perfetta. Il risultato è un piatto cremosissimo, in cui la dolcezza della Delica si sposa alla perfezione con la sapidità terrosa dei porcini.
Prendetevi venti minuti solo per voi, versatevi un calice di vino rosso e lasciatevi trasportare anche voi dentro questa fiaba autunnale.
Ingredienti (per 4 persone)
  • Riso Carnaroli: 320 g
  • Zucca Delica: 400 g (già pulita, senza buccia)
  • Funghi porcini: 300 g (freschi o l'equivalente secco rinvenuto)
  • Scalogno: 1 grande (o 2 piccoli)
  • Brodo vegetale: 1,5 litri (caldo)
  • Olio extravergine d'oliva: q.b.
  • Sale: q.b.
  • Pepe nero: q.b. (preferibilmente macinato fresco)
  • Per la mantecatura: Burro freddo (circa 30 g) e Parmigiano Reggiano grattugiato (circa 40 g) 
  • PS se non amate il formaggio insieme al fungo saltate direttamente l'ultimo passaggio !
Preparazione
  • Taglia la zucca Delica a cubetti piccoli, così che possa cuocere e disfarsi più facilmente.
  • In una casseruola capiente, fai appassire lo scalogno tritato finemente con un giro di olio extravergine d'oliva e un goccio di acqua per non farlo bruciare.
  • Aggiungi i cubetti di zucca, regola di sale e pepe, e lasciali insaporire per un paio di minuti.
  • Versa un mestolo di brodo vegetale caldo, copri con il coperchio e fai cuocere a fuoco dolce per circa 15 minuti, finché la zucca non sarà diventata così tenera da potersi schiacciare facilmente con una forchetta fino a diventare una crema.
  • Nel frattempo, pulisci delicatamente i funghi porcini con un panno umido (evitando di lavarli sotto l'acqua) e tagliali a fette non troppo sottili.
  • In una padella a parte, scalda un filo d'olio e salta i porcini a fiamma vivace per 4-5 minuti, aggiungendo un pizzico di sale solo alla fine per mantenere la loro consistenza ideale. Tienili da parte.
  • Nella casseruola insieme alla crema di zucca, unisci il riso Carnaroli a secco e lascialo tostare per un paio di minuti, finché i chicchi non saranno caldi e lucidi.
  • Inizia a bagnare il riso con il brodo vegetale bollente, un mestolo alla volta, aggiungendo il successivo solo quando il precedente è stato completamente assorbito.
  • Continua a mescolare regolarmente e, a metà cottura (dopo circa 8-10 minuti), unisci i porcini saltati in padella, tenendone da parte qualcuno per la decorazione finale del piatto.
  • Porta il riso a cottura mantenendolo al dente (ci vorranno circa 16-18 minuti in totale).
  • Spegni il fuoco, assaggia per regolare di sale e lascia riposare il risotto per un minuto.
  • Aggiungi il burro freddo di frigorifero e il Parmigiano Reggiano grattugiato. Mescola energicamente muovendo la pentola con un movimento sussultorio per incorporare aria e creare la perfetta consistenza "all'onda".
  • Impiatta subito, completando ogni piatto con i porcini tenuti da parte e una macinata leggera di pepe nero fresco.

BUON APPETITO !
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giovedì 8 ottobre 2026

SOIA ARROSTO CON PATATE


 Piove da ieri sera. Non ininterrottamente, ma quasi. 

Oggi, camminando per strada, sono passata attraverso folate di vento improvvise e ho sentito la temperatura abbassarsi passo dopo passo, costringendomi a stringermi nella giacca più pesante . Molti si lamenterebbero di un tempo simile, ma questa, d’altronde, è la stagione che piace a me. 

Sono una pluviofila: trovo una pace e una serenità profonde nei giorni di pioggia, molto più che in quelli di sole.

Anzi, la pioggia che scende riesce a farmi una dolce compagnia. Mi basta ascoltare il suo ticchettio contro la finestra, da dove scorgo, a qualsiasi ora del giorno e della sera, la luce calda e rassicurante del lampione in strada. Fuori, tutto sembra pronto per una festa d'autunno, annunciata dai mille colori e dalle mille luci della natura; la foresta si appresta a mostrare il suo vestito più bello, regalandoci lo splendido spettacolo del foliage.
Dentro casa, invece, il calore della cucina mi accoglie per celebrare a modo mio questa giornata. Oggi preparo della soia. Non oso chiamarla né "pollo vegano" né "bistecca", non amo le etichette forzate. Preferisco chiamarla semplicemente per quello che è: soia arrosto con patate! Preparata in questo modo, dorata e profumata, accompagnata da un contorno di patate arrosto croccanti, è un comfort food davvero squisito, perfetto per scaldare il cuore mentre il mondo fuori si tinge d'autunno.
La Ricetta: Soia Arrosto con Patate
Ingredienti
Per la soia e la sua  marinatura:
  • 4 fette di soia da reidratare
  • Salsa di soia
  • Mezzo bicchiere di vino rosso
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • Insaporitore per carni
Per il contorno:
  • Patate (quantità a piacere)
  • 1 spicchio d'aglio
  • Sale e pepe nero
  • Olio extravergine d'oliva
  • Acqua (un goccio per la cottura)
Procedimento
  1. La reidratazione: Per prima cosa, fai reidratare la  tua  soia seguendo le istruzioni della confezione (solitamente sbollentandole per circa 10-15 minuti), poi scolale e strizzale con delicatezza per eliminare l'acqua in eccesso.
  2. La marinatura ricca: In una ciotola capiente prepara la marinatura unendo la salsa di soia, il mezzo bicchiere di vino rosso, uno spicchio d'aglio, due cucchiai di olio e l'insaporitore per carni. Immergi la soia strizzata in questo liquido aromatico e lasciala riposare affinché assorba tutti i sapori.(Io l'ho tenuta tre ore ).
  3. Le patate: Nel frattempo, pela le patate e tagliale a cubotti. Trasferiscile in una teglia da forno e condiscile generosamente con un secondo spicchio d'aglio, sale, pepe nero e un bel giro d'olio.
  4. In teglia: Adagia la soia marinata nella teglia insieme alle patate. Aggiungi un goccio d'acqua sul fondo per mantenere l'umidità e permettere una cottura perfetta.
  5. La cottura: Inforna il tutto in forno preriscaldato a 200 gradi. Lascia cuocere fino a quando le patate non saranno dorate e croccanti e la soia avrà preso un fantastico aspetto arrosto.
Buon appetito !!
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martedì 6 ottobre 2026

PASTICCERIA MIGNON ALLE CASTAGNE


Le prime piogge d’autunno hanno sempre questo modo strano di bussare alla porta: portano un freddo improvviso, qualche linea di febbre e quella stanchezza che ti si siede sulle spalle e non se ne vuole andare.
 Stasera la casa è troppo silenziosa, e la quotidianità che un tempo scorreva fluida e leggera ora pesa un po’ di più. C’è un posto vuoto che non si riempie, una presenza che manca in ogni piccolo gesto automatico della sera.
Quando la testa è troppo stanca per inventare parole, lascio che siano le mani a parlare.
Ho preparato una piccola tartina dolce mignon. È un guscio minuscolo di frolla al grano saraceno che accoglie una crema di nocciola scura, intensa, fatta senza zucchero, perché ci sono sere in cui non serve mascherare i sapori o cercare una dolcezza finta. Sopra, a coronare il tutto, c’è un marron glacé, morbido e lucido, che racchiude in un solo morso tutta la terra e il calore di questa stagione.
Non è un dolce da festa, è una cura. 
Un modo silenzioso per addolcire questo autunno pungente, per coccolare i malanni del corpo e, soprattutto, quelli del cuore. Un piccolo rito per ricordarmi che, anche quando la mancanza si fa sentire più forte, la bellezza si può ancora trovare nelle piccole cose che sappiamo creare.
E poi, basta aprire un momento le finestre per ricordarsi che la solitudine, qui, dura solo un attimo. 
In questo paese la compagnia è dettata dalle dolci tradizioni, dal vociare familiare che sale dal borgo e da un'innata gentilezza delle persone. 
È una cura anche questa: quel calore umano che ti porta subito a sentirti a casa, accolta fin dal primo momento come se ci vivessi da sempre.
E posso solo ringraziare l'Universo...
                                                    
Ingredienti per circa 15-20 tartine mignon
  • 150 g di Farina di grano saraceno (per la nota rustica e gluten-free)
  • 100 g di Farina di riso o farina di tipo 2 (aiuta a legare, dato che il saraceno non ha glutine ed è molto friabile)
  • 80 g di burro freddo a cubetti (oppure 60 g di olio di riso o di girasole se preferisci una versione senza latticini)
  • 1 uovo intero (o 1 tuorlo + un goccio d'acqua fredda se necessario)
  • Un pizzico di sale
  • Scorza grattugiata di mezzo limone o un pizzico di cannella per profumare
  • Opzionale per la dolcezza: 1 cucchiaio di miele o un po' di stevia se vuoi dare una minima nota dolce alla base senza usare lo zucchero. 
PROCEDIMENTO 

  1. Sabbia la frolla: In una ciotola (o nel mixer) unisci le due farine con il burro freddo a pezzetti. Lavora rapidamente con la punta delle dita finché non otterrai un composto simile a sabbia bagnata. 
  2. Compatta: Aggiungi l'uovo, gli aromi e l'eventuale dolcificante alternativo. Impasta velocemente. La frolla al grano saraceno tende a sbriciolarsi più del normale: non preoccuparti, compattala a formare un panetto, avvolgila nella pellicola e lasciala riposare in frigo per almeno 30-40 minuti. 
  3. Formatura: Stendila direttamente tra due fogli di carta forno (spessore circa 3-4 mm). Ricava i dischetti per i tuoi stampini da mini-tartine, bucherella il fondo con una forchetta e inforna a 180°C per circa 12-15 minuti (essendo mignon cuociono in fretta). 
Una volta fredde, saranno pronte da farcire con la tua crema e decorate con il marron glacé.

BUON APPETITO !!!
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domenica 4 ottobre 2026

TAGLIATELLE ALLA ZUCCA , PORCINI , BRIE E CASTAGNE

 


Il profumo di casa, la forza della verità e la ruota del karma...
Tornare a casa per il fine settimana ha sempre un odore speciale. 
Profuma di cose mie, di certezze. È la riscoperta di un nido custodito in maniera eccellente da mio marito; lui, che è sempre stato un uomo precisissimo, adesso ha imparato persino a domare la lavatrice e in cucina sperimenta continuamente nuovi piatti. Non posso che esserne fiera e profondamente felice.
La domenica, poi, è il giorno di mio figlio. Vederlo è gioia pura. 
Ci stringiamo in un abbraccio stretto che racconta tutto: sappiamo perfettamente quanto ci manchiamo e quanto vorremmo tante cose semplici. Il nostro appuntamento domenicale, anche se a volte scorre silenzioso, ha il potere terapeutico di rimetterci un po' in sesto. 
Oggi, in particolare, è il suo onomastico. Porta un nome importante. Per me, che sono credente a modo mio, la sua nascita ha significato un intero mondo di cose belle.
Peccato, però, che la vita reale spesso si diverta a deviare dai nostri sogni. 
Accade di frequente che chi ha coraggio venga ripagato con meno monete rispetto a chi, sotto sotto, fa peggio e si comporta mettendo il piede in due scarpe. 
Sì, mi riferisco a tutti coloro che fingono di essere "vere famiglie", mogli perfette e mariti esemplari, almeno all'apparenza. Persone che magari per lunghi periodi hanno fatto i propri comodi, senza portare rispetto a nessuno, e che nonostante questo vengono acclamate da una società superficiale come donne, uomini, nonni o genitori ineccepibili. Con che coraggio si specchino al mattino, non lo so. 
Ma è così che gira il mondo, e ormai non me ne meraviglio nemmeno più.
Oggi, dopo aver pranzato insieme con le nostre tagliatelle in perfetto tema autunnale, siamo andati a stringere in un abbraccio degli amici che hanno appena perso la madre. Durante la funzione, il prete dall'alto dell'altare ha ricordato l'importanza di essere buoni, lanciando un monito soprattutto a coloro che frequentano le chiese: date il buon esempio. Sentendo quelle parole mi sono posta tante domande, di cui potrei tranquillamente dare le risposte più ipocrite.
Ma alla fine, la vera certezza è una sola: sono felice di essere quella che sono. 
Anche se la vita, o chi per lei, ha voluto in qualche modo punirmi, non cambio la mia natura. La mia speranza si chiama Karma. 
Non lo invoco come un augurio di sventura o con cattiveria, ma con la ferma convinzione che, prima o poi, la vita rimetterà ognuno esattamente al proprio posto.






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