giovedì 16 luglio 2026

INSALATA DI FAGIOLINI , PATATE , PESTO ALLA LIGURE E TONNO


 La mia insalata di fagiolini ,patate e pesto non è solo un piatto : è un viaggio in treno. 
Un viaggio che feci da bambina con mia sorella e la nonna ,dirette a Genova , verso parenti che sembravano tanti , tantissimi , come rami di un albero che non finiva mai.

Il  treno correva veloce veloce , e io ricordo ancora l'interno della carrozza : il tavolino da tirare giù , il finestrino che incorniciava il mondo , la merenda preparata dalla nonna con la cura che solo le nonne hanno.
Un panino con un formaggino , l'acqua nella vecchia borraccia di metallo del nonno , quella che lui usava nei suoi viaggi da capotreno.
Era come portare un pezzo di lui con noi . Lui era rimasto a casa, non amava viaggiare con la nonna perché diceva che già il suo lavoro lo aveva portato ovunque e adesso aveva bisogno di trovare fermezza .
Poi , dopo le gallerie , il mare .Quella striscia blu che compariva all'improvviso e che mi faceva battere il cuore .
Alla stazione ci aspettava zia Giovannina : piccolina , con una crocchia bianca perfetta , una donna dolce e provata dalla vita , forestiera in quella città  che però l'aveva adottata . Il dialetto genovese era ostico, impossibile da capire ,io mi sentivo fuori posto , piccola tra adulti che parlavano una lingua misteriosa .
Mi ricordo gli abbracci , le mani che stringevano le nostre , le buste della spesa piene di tutto e di basilico profumato.
. Ricordo il mortaio antico della zia . Consumato , segnato dal tempo , ma capace di magia .
Dentro quel  mortaio nasceva un pesto che probabilmente non ho mai più replicato ; il basilico che diventava crema , l'aglio che si scioglieva ,i pinoli che profumavano la stanza .
        Quella giornata è rimasta lì , ferma , nitida .
E ogni volta che preparo la mia insalata ligure . io torno a quel tavolo , a quella zia ,a quel mare .
Quando cuocio i fagiolini e le patate , quando apro il barattolo del pesto o lo preparo nel mortaio , io non sto cucinando solo un piatto : sto riaprendo una porta .
Rivedo Massimo e Maria Grazia , i cugini che ho amato e che ancora oggi , per quanto possibile , fanno parte della mia vita .
Rivedo una  scala , la nuora Pupi ,le parole che non capivo , il sentirsi fuori posto ma dentro a una famiglia .
Rivedo la nonna che ci guida , che ci protegge , che ci porta a conoscere un pezzo di mondo .
E allora capisco perché ogni piatto che cucino oggi è un ricordo .
Perché la cucina è un archivio di emozioni , perché la memoria quando arriva è un aiuto per andare avanti. Nella mia  cucina mentre mescolo fagiolini patate e pesto , sorrido.
E' passato tanto tempo. Non mi sembra vero .
Ma mi sento fortunata : posso ancora ricordare.



...e buon appetito !



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mercoledì 15 luglio 2026

INSALATA DI MELONE

 


La mia insalata di melone , come del resto tutte le insalate estive che preparo quotidianamente , è nata per affrontare il caldo estivo. 

Quello atroce di questa estate : un caldo che sembra voler sciogliere i pensieri e rallentare il tempo .

in queste giornate così luminose e pesanti , cerco di recuperare i momenti belli della vita , quelli che non si perdono , quelli che restano incastonati come semi dolci dentro la memoria.

Ricordo quando il nonno arrivava dall'orto , con le braccia lunghe e robuste , piene di ortaggi e meloni ancora sporchi di terra .

Li appoggiava sul tavolo come fossero tesori , e quel profumo di terra calda entrava in casa prima ancora che lui parlasse .

La mamma e la nonna per difenderci dal caldo , chiudevano tutte le imposte della casa, ombreggiandola come una conchiglia .

E noi , io mia sorella ed i cugini , cercavamo la luce altrove : la trovavamo sotto la grande quercia , che diventava il nostro rifugio , la nostra stanza segreta .

A volte io , il maschio della situazione , ci salivo sopra .

Mi arrampicavo fino al ramo più alto che mi permetteva di vedere il mondo senza essere vista .

E non rispondevo a nessuno . Non volevo scendere , non volevo interrompere quel silenzio che mi proteggeva .

Volevo godere il mio mondo , quello fatto di foglie , di vento , resina e sogni .

Oggi quando preparo la mia insalata di melone , sento che quel gesto è lo stesso : resto sospesa a metà fra vita e sogno , come allora .

 Il melone è la dolcezza della mia infanzia , la menta il dolce vento sotto la quercia , la feta luce che filtrava tra le foglie .

Ogni boccone è un ritorno , una piccola porta che si apre su quel tempo che non se ne va ...



BUON APPETITO !

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giovedì 2 luglio 2026

CARBONARA VEGETARIANA

 


Lo so , qualcuno storcerà il naso - "carbonara" non è il suo nome .

Ma posso dirvi che la crema del mio peperone giallo è stato un successo.

Un esperimento nato da nostalgia e curiosità; adoravo la carbonara ,e da quando non mangio più carne avevo voglia di replicare qualcosa di simile , esteticamente e nel gusto.

E ci sono riuscita .

Abbiamo mangiato le tagliatelle mentre fuori il temporale concedeva un po' di respiro .

La cremosità del peperone giallo, unita al parmigiano e al pepe , dava propro l'idea di una carbonara autentica .

Il guanciale l'ho sostituito con acciughe in piccoli pezzi , che avevo prima lasciato sciogliere in aglio e olio in parte e in parte aggiunte all'ultimo, il tutto per dare un profumo fantastico .

Un piatto semplice , ma pieno di calore , come una carezza in una giornata  contrassegnata dalla mia amata pioggia .

Esperimento riuscito .

E se vi capita un temporale d'estate , provatela anche voi : la pasta calda , la luce dorata del peperone, e il silenzio dopo la pioggia , un piccolo miracolo domestico...


Buon appetito !

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mercoledì 1 luglio 2026

PAPPA AL POMODORO CON BURRATA PUGLIESE


 La pappa al pomodoro per me non è solo un piatto , è un ritorno.

Un ritorno alle estati in campagna , quando eravamo tutti lì, stretti in quella casa che profumava di terra , di basilico e di pane toscano ,comprato direttamente dal "panaio" che ce lo consegnava in fondo alle scale . Ogni due giorni : l'importo veniva segnato con una penna nera in un librettino e alla fine del mese la mamma saldava il conto . 

Il pane avanzava sempre , ma nessuno , come faccio anche adesso , buttava via niente .

Il nonno saliva le scale dell'orto ed arrivava con il suo bottino quotidiano: il sedano croccante , il basilico fresco , e quei pomodori maturi che sembravano già pronti a raccontare una storia.

Li appoggiava sul tavolo di legno  e la nonna sorrideva come se avesse ricevuto un regalo .

Lei cominciava sempre dal pane : lo ammollava con cura come si fa con le cose che si rispettano.

Poi metteva sul fuoco il nostro olio buono , quello che veniva dalle olive della famiglia , e lasciava imbiondire aglio e sedano .

Il profumo riempiva la cucina e noi bambini capivamo che stava per succedere qualcosa di bello . Arrivavano i pomodori maturi , tagliati grossolanamente , e poi il pane strizzato, che si lasciava andare nella pentola come se sapesse già cosa diventare .

La nonna aggiungeva poco brodo o acqua salata calda e lasciava cuocere piano perchè  il pane doveva insaporirsi , prendere il gusto dell'estate .

Alla fine , un gesto che non ho mai dimenticato :aggiungeva abbondante basilico , spegneva il gas e copriva il tegame con un panno di lino bianco . Quel panno era il sigillo , il momento della magia . La pappa riposava , si raccoglieva , diventava lei stessa un ricordo .

Quel profumo, lo sento ancora  . E cucinare la pappa al pomodoro oggi significa tornare lì, in quella cucina , con la nonna che mescola e il nonno che rientra dall'orto.

Significa essere felici in un modo che da adulta , difficilmente ho replicato.

La burrata pugliese è il mio gesto di oggi , il mio modo di dire che quella tradizione continua , che quel piatto vive ancora , e che ogni cucchiaio è un pezzo di infanzia che non se ne va ...




Ringrazio i lettori del mio blog , e mi scuso ancora per gli errori ortografici presenti nelle "cartoline" delle mie ricette ..ma so che ce la fate lo stesso a cucinare dei buonissimi piatti !




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