sabato 25 luglio 2026

CLAFOUTIS DI PESCHE

 


Cè chi parla della Francia con diffidenza , ma io l'ho sempre amata .

 Sarà perché là , ho una parte della mia famiglia di origine che serbo stretta nel cuore : cugini con i quali ho trascorso tante estati bellissime quando tornavano in vacanza in Italia .

Non l'ho amata per moda , ne per contrapposizione ; per istinto , per affinità.

Mi affascina la sua eleganza naturale , la bellezza che non ha bisogno di spiegarsi , lo charme che si posa sulle cose come una luce gentile .

Generalizzare i popoli è un errore di chi non sa guardare oltre la superficie ,ogni terra ha anime luminose e ombre , proprio come noi.

Se potessi , prenderei un volo e mi trasferirei a Parigi , città che adoro per la sua grazia discreta , per i caffè che odorano di burro e di tempo , per le finestre che sembrano quadri.

Eppure anche qui in Toscana ci sono serate che sanno di Francia .

Ieri sera a casa di Cinzia , amica di sempre , donna forte e silenziosa alla quale ho sempre voluto un gran bene , la vita sembrava sospesa in un portico curato , tra il verde del giardino ed il riflesso della piscina .

Cinzia cucina divinamente , con quella semplicità che è arte . 

La tavola era un piccolo mondo di luce e affetto , e gli amici,persone vere mai ostentate ,erano il contorno perfetto.

La cena si è conclusa con un clafoutis alle pesche , profumato di burro e di ricordi .

Un dolce che unisce due terre : la mia Toscana e la Francia che porto nel cuore .

E in un momento , tra le risate ed il tintinnio di bicchieri , ho pensato che la bellezza non ha confini , vive dove c'è amore per la vita ...


BUON APPETITO e buon fine settimana !




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giovedì 23 luglio 2026

INSALATA DI ORZO CON ZUCCHINE JULIENNE


 Ci sono piatti che  non nascono da una ricetta , ma da un modo di vivere . Da noi la pasta è un rito della domenica , quando i ragazzi vengono a pranzo e allora si , mi diletto a preparare un ragù vegetale nuovo , un condimento per i pici o per una tagliatella che profumi di famiglia .

Per il resto , la nostra tavola segue le stagioni : insalate d'estate , zuppe d'inverno, cereali e legumi che scaldano o rinfrescano a seconda del tempo e dell'umore .

E poi ci sono le sorprese , quelle che ormai arrivano puntualmente ogni giorno senza essere chiamate .

Come stamani , quando la vicina -quella impagabile , che ha sempre un cestino in mano e una parola pronta -mi ha portato fagiolini di Sant'Anna e qualche fiore di zucca .

Mi ha letteralmente svoltato il pranzo. Ho fatto i fagiolini in umido , semplici e teneri (immaginate appena raccolti dall'orto ...).

I fiori invece , li ho riempiti con piccoli pezzetti di groviera , passati in una pastella leggera di acqua e farina e cotti in pochissimo olio.

Li hai mangiati con quella soddisfazione che non sai nascondere quando c'è del formaggio : per te è sempre un piccolo evento , un piacere che riconosci subito.

L'orzo perlato è entrato nella mia vita tanti anni fa , quando i miei figli erano piccoli.

Allora non sapevo usarlo come cereale :ne cuocevo i chicchi solo per recuperare l'acqua di cottura , che aggiungevo al latte in polvere perché mamma mi diceva fosse più delicato per il loro intestino . 

Il chicco , mannaggia a me finiva nel lavandino . Poi arrivarono le vacanze in montagna , le sere fredde , le stufe a legna e quella zuppa d'orzo che ci scaldava come un abbraccio .

Da lì iniziai a farne scorta , a tenerlo sempre in dispensa , a considerarlo un  amico dell'inverno.

E l'estate si sa , cambia tutto .

Ho imparato a mangiarlo in insalata , a giocare con i condimenti , a farlo diventare un piatto fresco , nutriente , allegro .

Questo è un piatto semplice , rinfrescante , sano . 

Come tutti i miei piatti non vuole stupire , ma accompagnare l'estate con la stessa naturalezza con cui si apre una finestra al mattino : provatelo , è una di quelle cose che fanno bene senza fare rumore...



BUON APPETITO !




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mercoledì 22 luglio 2026

POMODORI RIPIENI


 Approfittando di una mattina più fresca , finalmente dopo una notte in cui l'aria era cambiata , mi sono svegliata con quella sensazione di tregua che solo il vento fresco sa portare . 

Una marea di lampi aveva sferzato il buio , illuminando la collina davanti alla finestra della mia camera come un palcoscenico improvvisato .

In mezzo alla notte avevo chiuso prontamente le finestre , convinta che stesse per arrivare il diluvio:invece era solo un grande vento, un vento che ha spazzato via il caldo e lasciato , al risveglio , una distesa di aghi di pino caduti nel vialetto .

Li ho raccolti accompagnata dai miei fedeli gatti che girellavano accanto alla carretta appesantita , curiosi e affettuosi come sempre .

Mentre cercavo di sistemare tutto , è arrivata la visita inaspettata della mia vicina : nella sua borsa i primi pomodori maturi della stagione .Come non utilizzarli subito per un piatto unico meraviglioso da gustare a pranzo ? 

Al consueto ripieno di riso ho aggiunto una bella manciata di soia granulare ,per arricchire il piatto di proteine .

Ho unito qualche patata a pezzetti , il profumo mediterraneo dell'origano , il basilico fresco e quell'odore d'estate che non è tale se almeno una volta non cucino i pomodori .

Mentre mescolavo tutto , ho pensato alla mia grande amica Roberta : proprio ieri sera ci ha chiamati e mi ha fatto i complimenti per il mio ragù di soia , che ha replicato per il figlio vegetariano.

Lo hanno assaporato tutti e finito con soddisfazione .

Una soddisfazione che è anche la mia , ogni volta che una mia ricetta viene replicata , condivisa , apprezzata .

E' come se un pezzetto della mia cucina entrasse nelle case degli altri , portando con sé un po' di me ..





Cuoci in forno caldo a 180 gradi per un'ora circa !









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martedì 21 luglio 2026

DOLCE AL CUCCHIAIO CON FRUTTA FRESCA


 Una sera d'estate , il caldo è così feroce da togliere il fiato alle case e alle abitudini , mia sorella ci invita sul suo splendido terrazzo.

Da quando la mamma non c'è più, le occasioni per vedersi si sono fatte rare , quasi timide : ci si cerca per telefono quotidianamente , nel fine settimana , ci si sfiora , ci si promette di fare meglio.

E allora il suo invito ha già il sapore di una piccola cura . Mi sono fatta promettere che non avrebbe cucinato nulla .

Lei ha sorriso , come fa quando vuole nascondere la stanchezza , e ha accettato (anche se poi non ha mantenuto).

Di contro io ho promesso un dolce fresco , qualcosa che non appesantisse la sera e che portasse un pò di leggerezza in mezzo a quel caldo torrido che sembra sciogliere ogni cosa.

Al mattino , nel silenzio della mia piccola cucina , mi sono messa all'opera .

Ho preparato una crema senza zucchero , morbida e pulita ,una miscela di panna vegetale , già leggermente dolce ,e yogurt greco.

La frutta pesche albicocche qualche mora e un pugno di ciliegie , l'ho lasciata caramellare appena nella padella antiaderente , giusto il tempo di farla diventare lucida ma senza aggiunta di zucchero .

Quasi una confettura che non vuole essere una confettura : una parte l'ho passata al mixer .

Le albicocche , peccato , non erano molto saporite . Ma il resto , il resto era un piccolo incanto .

Prima di servire il dolce , ho aggiunto tante lamelle sottili di mandorle , come petali , come un gesto di grazia .

Sul terrazzo di mia sorella , la sera non si è arresa al fresco , il dolce è diventato un ponte : tra noi , tra la mamma che non c'è più, tra le estati passate e si spera quelle che verranno. Un ucchiaio dopo l'altro , abbiamo ritrovato un po' di quella vicinanza che la vita , a volte , scompone .

Era semplice , cremoso , fruttato . Era buono , era nostro..


    Alternate crema , biscotti frutta lasciata intera e quella ridotta a purea .

E lasciate in frigo almeno cinque ,sei ore prima di servire !




BUON APPETITO!

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