La nonna cucinava per amore e lo si capiva da come preparava tutto quando sapeva che io e mia sorella arrivavamo a pranzo . Il pane , quello vero , quello che oggi quasi non si trova più , veniva avvolto nel panno di cotone bianco , riposto nel cassetto della madia insieme al coltello e al tagliere . Era un gesto semplice , ma custodiva un mondo : ordine , cura , tradizione .
Il nonno , prima di ogni pasto sapeva che il suo compito era quello di tagliatore ufficiale . Un ruolo che non si discuteva , un piccolo cerimoniale che apriva il pranzo come un preludio.
Quando la nonna preprava le sue fettine alla pizzaiola , comprava il pane fresco che scrocchiava sotto i denti , quello che ti faceva venire voglia di fare la scarpetta ancora prima di vedere il piatto.
E noi bambine , con quella fame felice , lasciavamo il piatto così pulito che sembrava appena uscito dallo scolapiatti.
Il sugo era una sinfonia : il pomodoro vivo ,il battuto di salvia e aglio, i capperi dissalati ,l'origano che profumava di casa .
E poi il segreto , quello che la nonna ci ha consegnato come un'eredità affettiva , il pizzico di pepe in grani fresco .
"Quando rifarete questo piatto per ricordarmi nella vostra cucina ..non dimenticatevelo".
Era forse il suo modo di restare con noi , di continuare a cucinare accanto alle sue nipoti anche quando non sarebbe più stata lì..
Oggi lo faccio con il seitan , perché sono vegetariana , e mio marito lo mangia con me dicendo che è un piatto buonissimo.
E mentre cucino la nonna è qui con me , in questa pentola , nel profumo , nel pane che si spezza , nel gesto della scarpetta che non ho mai smesso di fare .
Pronti a mangiare chili di pane con questa meravigliosa salsa ?
Aggiungi a fine cottura , dopo aver messo la mozzarella , un bel pizzico di origano e pepe in grani , chiaramente !
BUON APPETITO !





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