lunedì 20 luglio 2026

SEITAN ALLA PIZZAIOLA


 La nonna cucinava per amore e lo si capiva da come preparava tutto quando sapeva che io e mia sorella arrivavamo a pranzo . Il pane , quello vero , quello che oggi quasi non si trova più , veniva avvolto nel panno di cotone bianco , riposto nel cassetto della madia insieme al coltello e al tagliere . Era un gesto semplice , ma custodiva un mondo : ordine , cura , tradizione .

Il nonno , prima di ogni pasto sapeva che il suo compito era quello di tagliatore ufficiale . Un ruolo che non si discuteva , un piccolo cerimoniale che apriva il pranzo come un preludio. 

Quando la nonna preprava le sue fettine alla pizzaiola , comprava il pane fresco che scrocchiava sotto i denti , quello che ti faceva venire voglia di fare la scarpetta ancora prima di vedere il piatto.

E noi bambine , con quella fame felice , lasciavamo il piatto così pulito che sembrava appena uscito dallo scolapiatti.

Il sugo era una sinfonia : il pomodoro vivo ,il battuto di salvia e aglio, i capperi dissalati ,l'origano che profumava di casa .

E poi il  segreto , quello che la nonna ci ha consegnato come un'eredità affettiva , il pizzico di pepe in grani  fresco .

"Quando rifarete questo piatto per ricordarmi nella vostra cucina ..non dimenticatevelo".

Era forse il suo modo di restare con noi , di continuare a cucinare accanto alle sue nipoti anche quando non sarebbe più stata lì..

Oggi lo faccio con il seitan , perché sono vegetariana , e mio marito lo mangia con me dicendo che è un piatto buonissimo.

E mentre cucino la nonna è qui con me , in questa pentola , nel profumo , nel pane che si spezza , nel gesto della scarpetta che non ho mai smesso di fare .

Pronti a mangiare chili di pane con questa meravigliosa salsa ?


Aggiungi a fine cottura , dopo aver messo la mozzarella , un bel pizzico di origano e pepe in grani , chiaramente !

BUON APPETITO !




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venerdì 17 luglio 2026

POLPETTE DI ZUCCHINE E TOFU



Le polpette di zucchine e tofu non sono nate per riciclare nulla , anche se le polpette , di solito, sono figlie di ciò che avanza .

Queste no.

Queste nascono da un dono .

Le zucchine arrivano fresche , ancora lucide di terra , dalle mani della mia vicina . Il marito a ottant'anni zappa l'orto ogni giorno come fosse il primo.

Un uomo che non si arrende al tempo , che conosce la fatica e l'accetta , che coltiva non per necessità , ma per amore del gesto .

E quando mi porgono quelle zucchine , non mi stanno regalando soltanto verdura : mi stanno regalando la loro giornata , la schiena piegata , il loro ritmo antico.

Le grattugio e il profumo verde riempie la cucina , mescolandosi al tofu che si lascia andare , alle uova che legano , al basilico che profuma di luglio.

E mentre modello le polpette , rotonde e morbide , mi accorgo che sto trasformando un gesto di vicinanza in un piatto che parla . Non sono polpette di riciclo , sono polpette di riconoscenza .

E mentre le cuocio , senza fretta ,sento che ogni morso racconterà qualcosa :la terra del vicino , la sua forza silenziosa , la mia cucina che accoglie , la semplicità che diventa memoria . Sono polpette che non si dimenticano . 

Perché non si dimentica mai ciò che nasce da un dono .






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giovedì 16 luglio 2026

INSALATA DI FAGIOLINI , PATATE , PESTO ALLA LIGURE E TONNO


 La mia insalata di fagiolini ,patate e pesto non è solo un piatto : è un viaggio in treno. 
Un viaggio che feci da bambina con mia sorella e la nonna ,dirette a Genova , verso parenti che sembravano tanti , tantissimi , come rami di un albero che non finiva mai.

Il  treno correva veloce veloce , e io ricordo ancora l'interno della carrozza : il tavolino da tirare giù , il finestrino che incorniciava il mondo , la merenda preparata dalla nonna con la cura che solo le nonne hanno.
Un panino con un formaggino , l'acqua nella vecchia borraccia di metallo del nonno , quella che lui usava nei suoi viaggi da capotreno.
Era come portare un pezzo di lui con noi . Lui era rimasto a casa, non amava viaggiare con la nonna perché diceva che già il suo lavoro lo aveva portato ovunque e adesso aveva bisogno di trovare fermezza .
Poi , dopo le gallerie , il mare .Quella striscia blu che compariva all'improvviso e che mi faceva battere il cuore .
Alla stazione ci aspettava zia Giovannina : piccolina , con una crocchia bianca perfetta , una donna dolce e provata dalla vita , forestiera in quella città  che però l'aveva adottata . Il dialetto genovese era ostico, impossibile da capire ,io mi sentivo fuori posto , piccola tra adulti che parlavano una lingua misteriosa .
Mi ricordo gli abbracci , le mani che stringevano le nostre , le buste della spesa piene di tutto e di basilico profumato.
. Ricordo il mortaio antico della zia . Consumato , segnato dal tempo , ma capace di magia .
Dentro quel  mortaio nasceva un pesto che probabilmente non ho mai più replicato ; il basilico che diventava crema , l'aglio che si scioglieva ,i pinoli che profumavano la stanza .
        Quella giornata è rimasta lì , ferma , nitida .
E ogni volta che preparo la mia insalata ligure . io torno a quel tavolo , a quella zia ,a quel mare .
Quando cuocio i fagiolini e le patate , quando apro il barattolo del pesto o lo preparo nel mortaio , io non sto cucinando solo un piatto : sto riaprendo una porta .
Rivedo Massimo e Maria Grazia , i cugini che ho amato e che ancora oggi , per quanto possibile , fanno parte della mia vita .
Rivedo una  scala , la nuora Pupi ,le parole che non capivo , il sentirsi fuori posto ma dentro a una famiglia .
Rivedo la nonna che ci guida , che ci protegge , che ci porta a conoscere un pezzo di mondo .
E allora capisco perché ogni piatto che cucino oggi è un ricordo .
Perché la cucina è un archivio di emozioni , perché la memoria quando arriva è un aiuto per andare avanti. Nella mia  cucina mentre mescolo fagiolini patate e pesto , sorrido.
E' passato tanto tempo. Non mi sembra vero .
Ma mi sento fortunata : posso ancora ricordare.



...e buon appetito !



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mercoledì 15 luglio 2026

INSALATA DI MELONE

 


La mia insalata di melone , come del resto tutte le insalate estive che preparo quotidianamente , è nata per affrontare il caldo estivo. 

Quello atroce di questa estate : un caldo che sembra voler sciogliere i pensieri e rallentare il tempo .

in queste giornate così luminose e pesanti , cerco di recuperare i momenti belli della vita , quelli che non si perdono , quelli che restano incastonati come semi dolci dentro la memoria.

Ricordo quando il nonno arrivava dall'orto , con le braccia lunghe e robuste , piene di ortaggi e meloni ancora sporchi di terra .

Li appoggiava sul tavolo come fossero tesori , e quel profumo di terra calda entrava in casa prima ancora che lui parlasse .

La mamma e la nonna per difenderci dal caldo , chiudevano tutte le imposte della casa, ombreggiandola come una conchiglia .

E noi , io mia sorella ed i cugini , cercavamo la luce altrove : la trovavamo sotto la grande quercia , che diventava il nostro rifugio , la nostra stanza segreta .

A volte io , il maschio della situazione , ci salivo sopra .

Mi arrampicavo fino al ramo più alto che mi permetteva di vedere il mondo senza essere vista .

E non rispondevo a nessuno . Non volevo scendere , non volevo interrompere quel silenzio che mi proteggeva .

Volevo godere il mio mondo , quello fatto di foglie , di vento , resina e sogni .

Oggi quando preparo la mia insalata di melone , sento che quel gesto è lo stesso : resto sospesa a metà fra vita e sogno , come allora .

 Il melone è la dolcezza della mia infanzia , la menta il dolce vento sotto la quercia , la feta luce che filtrava tra le foglie .

Ogni boccone è un ritorno , una piccola porta che si apre su quel tempo che non se ne va ...



BUON APPETITO !

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