venerdì 31 luglio 2026
COTOLETTE DI LEGUMI
giovedì 30 luglio 2026
INSALATA DI FAGIOLINI
mercoledì 29 luglio 2026
HUMMUS DI CANNELLINI CON CIPOLLE ROSSE CARAMELLATE
Il sole di luglio picchia duro sui vetri, ma dentro casa il silenzio è un rifugio fresco, interrotto solo dal ronzio leggero del ventilatore. Sul tavolo della cucina riposa un piatto che sembra riassumere la sua intera esistenza: un hummus di fagioli cannellini, liscio e vellutato, sormontato da una corona di cipolle rosse caramellate, lucide e scure. Una carezza dolce adagiata su una base rustica, solida, concreta. Proprio come lei.
A se stessa. Alla sua forza d'acciaio. Ai sacrifici che nessuno avrebbe mai compreso fino in fondo. All'accettazione profonda e matura che, alla fine dei conti, ognuno si regge in piedi da solo. Ha brindato alle ricompense tardive, ai sorrisi strappati al buio.
martedì 28 luglio 2026
INSALATA DI FARRO E BORLOTTI
- 280g di farro perlato
- 300g di fagioli borlotti freschi (pesati da sgranare)
- 200g di pomodorini ciliegino o datterino
- 1 cipolla rossa di Tropea
- Olio extravergine d'oliva q.b.
- Sale e pepe nero q.b.
- Salvia
- Qualche foglia di basilico fresco..
lunedì 27 luglio 2026
STUFATO DI CECI E PATATE DOLCI
Questo è uno stufato molto buono , un nobile piatto unico che si presta molto bene ad essere mangiato in estate perché ha una cottura relativamente veloce ,e lasciato raffreddare a temperatura ambiente è davvero fantastico ...
sabato 25 luglio 2026
CLAFOUTIS DI PESCHE
Cè chi parla della Francia con diffidenza , ma io l'ho sempre amata .
Sarà perché là , ho una parte della mia famiglia di origine che serbo stretta nel cuore : cugini con i quali ho trascorso tante estati bellissime quando tornavano in vacanza in Italia .
Non l'ho amata per moda , ne per contrapposizione ; per istinto , per affinità.
Mi affascina la sua eleganza naturale , la bellezza che non ha bisogno di spiegarsi , lo charme che si posa sulle cose come una luce gentile .
Generalizzare i popoli è un errore di chi non sa guardare oltre la superficie ,ogni terra ha anime luminose e ombre , proprio come noi.
Se potessi , prenderei un volo e mi trasferirei a Parigi , città che adoro per la sua grazia discreta , per i caffè che odorano di burro e di tempo , per le finestre che sembrano quadri.
Eppure anche qui in Toscana ci sono serate che sanno di Francia .
Ieri sera a casa di Cinzia , amica di sempre , donna forte e silenziosa alla quale ho sempre voluto un gran bene , la vita sembrava sospesa in un portico curato , tra il verde del giardino ed il riflesso della piscina .
Cinzia cucina divinamente , con quella semplicità che è arte .
La tavola era un piccolo mondo di luce e affetto , e gli amici,persone vere mai ostentate ,erano il contorno perfetto.
La cena si è conclusa con un clafoutis alle pesche , profumato di burro e di ricordi .
Un dolce che unisce due terre : la mia Toscana e la Francia che porto nel cuore .
E in un momento , tra le risate ed il tintinnio di bicchieri , ho pensato che la bellezza non ha confini , vive dove c'è amore per la vita ...
BUON APPETITO e buon fine settimana !
giovedì 23 luglio 2026
INSALATA DI ORZO CON ZUCCHINE JULIENNE
Ci sono piatti che non nascono da una ricetta , ma da un modo di vivere . Da noi la pasta è un rito della domenica , quando i ragazzi vengono a pranzo e allora si , mi diletto a preparare un ragù vegetale nuovo , un condimento per i pici o per una tagliatella che profumi di famiglia .
Per il resto , la nostra tavola segue le stagioni : insalate d'estate , zuppe d'inverno, cereali e legumi che scaldano o rinfrescano a seconda del tempo e dell'umore .
E poi ci sono le sorprese , quelle che ormai arrivano puntualmente ogni giorno senza essere chiamate .
Come stamani , quando la vicina -quella impagabile , che ha sempre un cestino in mano e una parola pronta -mi ha portato fagiolini di Sant'Anna e qualche fiore di zucca .
Mi ha letteralmente svoltato il pranzo. Ho fatto i fagiolini in umido , semplici e teneri (immaginate appena raccolti dall'orto ...).
I fiori invece , li ho riempiti con piccoli pezzetti di groviera , passati in una pastella leggera di acqua e farina e cotti in pochissimo olio.
Li hai mangiati con quella soddisfazione che non sai nascondere quando c'è del formaggio : per te è sempre un piccolo evento , un piacere che riconosci subito.
L'orzo perlato è entrato nella mia vita tanti anni fa , quando i miei figli erano piccoli.
Allora non sapevo usarlo come cereale :ne cuocevo i chicchi solo per recuperare l'acqua di cottura , che aggiungevo al latte in polvere perché mamma mi diceva fosse più delicato per il loro intestino .
Il chicco , mannaggia a me finiva nel lavandino . Poi arrivarono le vacanze in montagna , le sere fredde , le stufe a legna e quella zuppa d'orzo che ci scaldava come un abbraccio .
Da lì iniziai a farne scorta , a tenerlo sempre in dispensa , a considerarlo un amico dell'inverno.
E l'estate si sa , cambia tutto .
Ho imparato a mangiarlo in insalata , a giocare con i condimenti , a farlo diventare un piatto fresco , nutriente , allegro .
Questo è un piatto semplice , rinfrescante , sano .
Come tutti i miei piatti non vuole stupire , ma accompagnare l'estate con la stessa naturalezza con cui si apre una finestra al mattino : provatelo , è una di quelle cose che fanno bene senza fare rumore...
BUON APPETITO !
mercoledì 22 luglio 2026
POMODORI RIPIENI
Approfittando di una mattina più fresca , finalmente dopo una notte in cui l'aria era cambiata , mi sono svegliata con quella sensazione di tregua che solo il vento fresco sa portare .
Una marea di lampi aveva sferzato il buio , illuminando la collina davanti alla finestra della mia camera come un palcoscenico improvvisato .
In mezzo alla notte avevo chiuso prontamente le finestre , convinta che stesse per arrivare il diluvio:invece era solo un grande vento, un vento che ha spazzato via il caldo e lasciato , al risveglio , una distesa di aghi di pino caduti nel vialetto .
Li ho raccolti accompagnata dai miei fedeli gatti che girellavano accanto alla carretta appesantita , curiosi e affettuosi come sempre .
Mentre cercavo di sistemare tutto , è arrivata la visita inaspettata della mia vicina : nella sua borsa i primi pomodori maturi della stagione .Come non utilizzarli subito per un piatto unico meraviglioso da gustare a pranzo ?
Al consueto ripieno di riso ho aggiunto una bella manciata di soia granulare ,per arricchire il piatto di proteine .
Ho unito qualche patata a pezzetti , il profumo mediterraneo dell'origano , il basilico fresco e quell'odore d'estate che non è tale se almeno una volta non cucino i pomodori .
Mentre mescolavo tutto , ho pensato alla mia grande amica Roberta : proprio ieri sera ci ha chiamati e mi ha fatto i complimenti per il mio ragù di soia , che ha replicato per il figlio vegetariano.
Lo hanno assaporato tutti e finito con soddisfazione .
Una soddisfazione che è anche la mia , ogni volta che una mia ricetta viene replicata , condivisa , apprezzata .
E' come se un pezzetto della mia cucina entrasse nelle case degli altri , portando con sé un po' di me ..
Cuoci in forno caldo a 180 gradi per un'ora circa !
martedì 21 luglio 2026
DOLCE AL CUCCHIAIO CON FRUTTA FRESCA
Una sera d'estate , il caldo è così feroce da togliere il fiato alle case e alle abitudini , mia sorella ci invita sul suo splendido terrazzo.
Da quando la mamma non c'è più, le occasioni per vedersi si sono fatte rare , quasi timide : ci si cerca per telefono quotidianamente , nel fine settimana , ci si sfiora , ci si promette di fare meglio.
E allora il suo invito ha già il sapore di una piccola cura . Mi sono fatta promettere che non avrebbe cucinato nulla .
Lei ha sorriso , come fa quando vuole nascondere la stanchezza , e ha accettato (anche se poi non ha mantenuto).
Di contro io ho promesso un dolce fresco , qualcosa che non appesantisse la sera e che portasse un pò di leggerezza in mezzo a quel caldo torrido che sembra sciogliere ogni cosa.
Al mattino , nel silenzio della mia piccola cucina , mi sono messa all'opera .
Ho preparato una crema senza zucchero , morbida e pulita ,una miscela di panna vegetale , già leggermente dolce ,e yogurt greco.
La frutta pesche albicocche qualche mora e un pugno di ciliegie , l'ho lasciata caramellare appena nella padella antiaderente , giusto il tempo di farla diventare lucida ma senza aggiunta di zucchero .
Quasi una confettura che non vuole essere una confettura : una parte l'ho passata al mixer .
Le albicocche , peccato , non erano molto saporite . Ma il resto , il resto era un piccolo incanto .
Prima di servire il dolce , ho aggiunto tante lamelle sottili di mandorle , come petali , come un gesto di grazia .
Sul terrazzo di mia sorella , la sera non si è arresa al fresco , il dolce è diventato un ponte : tra noi , tra la mamma che non c'è più, tra le estati passate e si spera quelle che verranno. Un ucchiaio dopo l'altro , abbiamo ritrovato un po' di quella vicinanza che la vita , a volte , scompone .
Era semplice , cremoso , fruttato . Era buono , era nostro..
Alternate crema , biscotti frutta lasciata intera e quella ridotta a purea .
E lasciate in frigo almeno cinque ,sei ore prima di servire !
BUON APPETITO!
lunedì 20 luglio 2026
SEITAN ALLA PIZZAIOLA
La nonna cucinava per amore e lo si capiva da come preparava tutto quando sapeva che io e mia sorella arrivavamo a pranzo . Il pane , quello vero , quello che oggi quasi non si trova più , veniva avvolto nel panno di cotone bianco , riposto nel cassetto della madia insieme al coltello e al tagliere . Era un gesto semplice , ma custodiva un mondo : ordine , cura , tradizione .
Il nonno , prima di ogni pasto sapeva che il suo compito era quello di tagliatore ufficiale . Un ruolo che non si discuteva , un piccolo cerimoniale che apriva il pranzo come un preludio.
Quando la nonna preprava le sue fettine alla pizzaiola , comprava il pane fresco che scrocchiava sotto i denti , quello che ti faceva venire voglia di fare la scarpetta ancora prima di vedere il piatto.
E noi bambine , con quella fame felice , lasciavamo il piatto così pulito che sembrava appena uscito dallo scolapiatti.
Il sugo era una sinfonia : il pomodoro vivo ,il battuto di salvia e aglio, i capperi dissalati ,l'origano che profumava di casa .
E poi il segreto , quello che la nonna ci ha consegnato come un'eredità affettiva , il pizzico di pepe in grani fresco .
"Quando rifarete questo piatto per ricordarmi nella vostra cucina ..non dimenticatevelo".
Era forse il suo modo di restare con noi , di continuare a cucinare accanto alle sue nipoti anche quando non sarebbe più stata lì..
Oggi lo faccio con il seitan , perché sono vegetariana , e mio marito lo mangia con me dicendo che è un piatto buonissimo.
E mentre cucino la nonna è qui con me , in questa pentola , nel profumo , nel pane che si spezza , nel gesto della scarpetta che non ho mai smesso di fare .
Pronti a mangiare chili di pane con questa meravigliosa salsa ?
Aggiungi a fine cottura , dopo aver messo la mozzarella , un bel pizzico di origano e pepe in grani , chiaramente !
BUON APPETITO !
venerdì 17 luglio 2026
POLPETTE DI ZUCCHINE E TOFU
Le polpette di zucchine e tofu non sono nate per riciclare nulla , anche se le polpette , di solito, sono figlie di ciò che avanza .
Queste no.
Queste nascono da un dono .
Le zucchine arrivano fresche , ancora lucide di terra , dalle mani della mia vicina . Il marito a ottant'anni zappa l'orto ogni giorno come fosse il primo.
Un uomo che non si arrende al tempo , che conosce la fatica e l'accetta , che coltiva non per necessità , ma per amore del gesto .
E quando mi porgono quelle zucchine , non mi stanno regalando soltanto verdura : mi stanno regalando la loro giornata , la schiena piegata , il loro ritmo antico.
Le grattugio e il profumo verde riempie la cucina , mescolandosi al tofu che si lascia andare , alle uova che legano , al basilico che profuma di luglio.
E mentre modello le polpette , rotonde e morbide , mi accorgo che sto trasformando un gesto di vicinanza in un piatto che parla . Non sono polpette di riciclo , sono polpette di riconoscenza .
E mentre le cuocio , senza fretta ,sento che ogni morso racconterà qualcosa :la terra del vicino , la sua forza silenziosa , la mia cucina che accoglie , la semplicità che diventa memoria . Sono polpette che non si dimenticano .
Perché non si dimentica mai ciò che nasce da un dono .
giovedì 16 luglio 2026
INSALATA DI FAGIOLINI , PATATE , PESTO ALLA LIGURE E TONNO
La mia insalata di fagiolini ,patate e pesto non è solo un piatto : è un viaggio in treno.
mercoledì 15 luglio 2026
INSALATA DI MELONE
La mia insalata di melone , come del resto tutte le insalate estive che preparo quotidianamente , è nata per affrontare il caldo estivo.
Quello atroce di questa estate : un caldo che sembra voler sciogliere i pensieri e rallentare il tempo .
in queste giornate così luminose e pesanti , cerco di recuperare i momenti belli della vita , quelli che non si perdono , quelli che restano incastonati come semi dolci dentro la memoria.
Ricordo quando il nonno arrivava dall'orto , con le braccia lunghe e robuste , piene di ortaggi e meloni ancora sporchi di terra .
Li appoggiava sul tavolo come fossero tesori , e quel profumo di terra calda entrava in casa prima ancora che lui parlasse .
La mamma e la nonna per difenderci dal caldo , chiudevano tutte le imposte della casa, ombreggiandola come una conchiglia .
E noi , io mia sorella ed i cugini , cercavamo la luce altrove : la trovavamo sotto la grande quercia , che diventava il nostro rifugio , la nostra stanza segreta .
A volte io , il maschio della situazione , ci salivo sopra .
Mi arrampicavo fino al ramo più alto che mi permetteva di vedere il mondo senza essere vista .
E non rispondevo a nessuno . Non volevo scendere , non volevo interrompere quel silenzio che mi proteggeva .
Volevo godere il mio mondo , quello fatto di foglie , di vento , resina e sogni .
Oggi quando preparo la mia insalata di melone , sento che quel gesto è lo stesso : resto sospesa a metà fra vita e sogno , come allora .
Il melone è la dolcezza della mia infanzia , la menta il dolce vento sotto la quercia , la feta luce che filtrava tra le foglie .
Ogni boccone è un ritorno , una piccola porta che si apre su quel tempo che non se ne va ...
BUON APPETITO !
giovedì 2 luglio 2026
CARBONARA VEGETARIANA
Lo so , qualcuno storcerà il naso - "carbonara" non è il suo nome .
Ma posso dirvi che la crema del mio peperone giallo è stato un successo.
Un esperimento nato da nostalgia e curiosità; adoravo la carbonara ,e da quando non mangio più carne avevo voglia di replicare qualcosa di simile , esteticamente e nel gusto.
E ci sono riuscita .
Abbiamo mangiato le tagliatelle mentre fuori il temporale concedeva un po' di respiro .
La cremosità del peperone giallo, unita al parmigiano e al pepe , dava propro l'idea di una carbonara autentica .
Il guanciale l'ho sostituito con acciughe in piccoli pezzi , che avevo prima lasciato sciogliere in aglio e olio in parte e in parte aggiunte all'ultimo, il tutto per dare un profumo fantastico .
Un piatto semplice , ma pieno di calore , come una carezza in una giornata contrassegnata dalla mia amata pioggia .
Esperimento riuscito .
E se vi capita un temporale d'estate , provatela anche voi : la pasta calda , la luce dorata del peperone, e il silenzio dopo la pioggia , un piccolo miracolo domestico...
Buon appetito !




















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