Questo è uno stufato molto buono , un nobile piatto unico che si presta molto bene ad essere mangiato in estate perché ha una cottura relativamente veloce ,e lasciato raffreddare a temperatura ambiente è davvero fantastico ...
La nuvola di Sant'Anna non ha mancato l'appuntamento: ieri, nel giorno esatto della sua celebrazione, ha liberato un temporale bellissimo. Una pioggia generosa che ha rigenerato il giardino e i nostri pensieri, scivolando via senza fare danni, senza creare disagi alle strade o alle cose, lasciando dietro di sé solo il profumo della terra bagnata.
Ogni anno, quando quel cielo si fa scuro e poi si scioglie in acqua, la mente torna a quando ero bambina. Ricordo i nonni che ci svegliavano all'alba, con quella luce ancora fresca e azzurrina, per andare tutti insieme a raccogliere i fagiolini di Sant'Anna, i "serpentoni".
La raccolta si divideva in due destini. Quelli ancora verdi e teneri venivano cucinati subito, in umido con il pomodoro, portando in tavola il sapore dell'estate. Quelli già secchi, invece, erano i protagonisti di un rito antico e sapiente. Il nonno li sistemava sopra un grande telo a righe – un vecchio guscio di materasso che aveva protetto i sonni della famiglia per tantissimi anni – e lo stendeva al sole.
Il nostro compito di bambini iniziava la sera: dovevamo riporre il telo al riparo nella cantina, per poi esporlo di nuovo al sole del mattino. Si andava avanti così per diversi giorni, finché i fagioli non erano secchi al punto giusto. A quel punto, il nonno chiudeva bene il telo e iniziava a batterlo con un bastone, con colpi precisi, per fare in modo che il guscio si separasse dal seme.
Poi arrivava la magia del vento. Il nonno sollevava i fagioli e lasciava che l'aria portasse via tutto ciò che era secco e leggero. Il resto veniva raccolto su un setaccio: ogni sera ci divertivamo a sbatterlo, un gioco che serviva a separare le ultime impurità dal fagiolo pulito. Alla fine del rito, un grande barattolo di vetro diventava il loro rifugio sicuro, una promessa di calore e nutrimento per tutto l'inverno.
Oggi comprendo che l'importanza di quei gesti e la presenza così profonda dei miei nonni materni hanno costituito un tesoro inestimabile per la mia vita. La crescita in campagna, il seguire lento e saggio del ritmo delle stagioni, e quella famiglia grande – dove ognuno rivestiva un ruolo preciso senza mai invadere o intralciare lo spazio dell'altro – sono stati i miei più grandi insegnamenti di rispetto e di amore. Per tutto questo sarò sempre grata alla vita. Anche se a volte è stata molto dura con me, so di aver ricevuto radici così forti da darmi, ancora oggi, infiniti motivi per emozionarmi davanti ai ricordi.
BUON APPETITO E BUON INIZIO SETTIMANA !


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