La mia insalata di fagiolini ,patate e pesto non è solo un piatto : è un viaggio in treno.
Un viaggio che feci da bambina con mia sorella e la nonna ,dirette a Genova , verso parenti che sembravano tanti , tantissimi , come rami di un albero che non finiva mai.
Il treno correva veloce veloce , e io ricordo ancora l'interno della carrozza : il tavolino da tirare giù , il finestrino che incorniciava il mondo , la merenda preparata dalla nonna con la cura che solo le nonne hanno.
Un panino con un formaggino , l'acqua nella vecchia borraccia di metallo del nonno , quella che lui usava nei suoi viaggi da capotreno.
Era come portare un pezzo di lui con noi . Lui era rimasto a casa, non amava viaggiare con la nonna perché diceva che già il suo lavoro lo aveva portato ovunque e adesso aveva bisogno di trovare fermezza .
Poi , dopo le gallerie , il mare .Quella striscia blu che compariva all'improvviso e che mi faceva battere il cuore .
Alla stazione ci aspettava zia Giovannina : piccolina , con una crocchia bianca perfetta , una donna dolce e provata dalla vita , forestiera in quella città che però l'aveva adottata . Il dialetto genovese era ostico, impossibile da capire ,io mi sentivo fuori posto , piccola tra adulti che parlavano una lingua misteriosa .
Mi ricordo gli abbracci , le mani che stringevano le nostre , le buste della spesa piene di tutto e di basilico profumato.
. Ricordo il mortaio antico della zia . Consumato , segnato dal tempo , ma capace di magia .
Dentro quel mortaio nasceva un pesto che probabilmente non ho mai più replicato ; il basilico che diventava crema , l'aglio che si scioglieva ,i pinoli che profumavano la stanza .
Quella giornata è rimasta lì , ferma , nitida .
E ogni volta che preparo la mia insalata ligure . io torno a quel tavolo , a quella zia ,a quel mare .
Quando cuocio i fagiolini e le patate , quando apro il barattolo del pesto o lo preparo nel mortaio , io non sto cucinando solo un piatto : sto riaprendo una porta .
Rivedo Massimo e Maria Grazia , i cugini che ho amato e che ancora oggi , per quanto possibile , fanno parte della mia vita .
Rivedo una scala , la nuora Pupi ,le parole che non capivo , il sentirsi fuori posto ma dentro a una famiglia .
Rivedo la nonna che ci guida , che ci protegge , che ci porta a conoscere un pezzo di mondo .
E allora capisco perché ogni piatto che cucino oggi è un ricordo .
Perché la cucina è un archivio di emozioni , perché la memoria quando arriva è un aiuto per andare avanti. Nella mia cucina mentre mescolo fagiolini patate e pesto , sorrido.
E' passato tanto tempo. Non mi sembra vero .
Ma mi sento fortunata : posso ancora ricordare.
.jpeg)

.jpeg)
Nessun commento
Posta un commento