Le polpette di zucchine e tofu non sono nate per riciclare nulla , anche se le polpette , di solito, sono figlie di ciò che avanza .
Queste no.
Queste nascono da un dono .
Le zucchine arrivano fresche , ancora lucide di terra , dalle mani della mia vicina . Il marito a ottant'anni zappa l'orto ogni giorno come fosse il primo.
Un uomo che non si arrende al tempo , che conosce la fatica e l'accetta , che coltiva non per necessità , ma per amore del gesto .
E quando mi porgono quelle zucchine , non mi stanno regalando soltanto verdura : mi stanno regalando la loro giornata , la schiena piegata , il loro ritmo antico.
Le grattugio e il profumo verde riempie la cucina , mescolandosi al tofu che si lascia andare , alle uova che legano , al basilico che profuma di luglio.
E mentre modello le polpette , rotonde e morbide , mi accorgo che sto trasformando un gesto di vicinanza in un piatto che parla . Non sono polpette di riciclo , sono polpette di riconoscenza .
E mentre le cuocio , senza fretta ,sento che ogni morso racconterà qualcosa :la terra del vicino , la sua forza silenziosa , la mia cucina che accoglie , la semplicità che diventa memoria . Sono polpette che non si dimenticano .
Perché non si dimentica mai ciò che nasce da un dono .


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